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9 maggio 2012

Cambio - di formato - a l'Unità

In mezzo a tante cose, un in bocca al lupo e buon lavoro a l'Unità, ci sta tutto, che lunedì è finalmente tornata a un formato da giornale degno di questo nome. Piccole cose, ma che c'hanno un loro significato anche nel merito.
Poi per carità, appunto nel merito la linea de l'Unità sinceramente non posso dire di riconoscermici, oggi come oggi, però l'altro giorno sono tornato a comprarla, dopo parecchio tempo.

6 agosto 2011

l'Unità "sardiana" sul breve periodo

Ormai è passata una mesata dal primo editoriale di Sardo su l'Unità... A caldo, impressioni abbastanza positive, linea molto democratica/bersaniana, leggesi aperture ripetute e infruttuose al Terzo Polo in nome di un novello CLN, ma che ce voi fa', è il PD; per il resto, analisi politica non troppo banale, piuttosto approfondita, senza cavalcare mode e belle parole. L'impressione per ora è riconfermata, a l'Unità sono tornati da subito ad avere una grafica un tantino meno tabloid, qualche buon articolo (e con una lunghezza degna di un giornale), una regolata al proliferare di box e opinioncine, meno personalismo, un po' di riordine al sito internet.
Mah mah. Si attende fiduciosi sul medio periodo.

18 giugno 2011

Complotto contro l'Unità!

Mo' a quanto pare se la De Gregorio va via da l'Unità non sarà perché vende poco, perché ha fatto un giornale di una superficialità imbarazzante e senza un'identità e una ragione di essere, perché magari il PD, che caccia comunque un bel po' di soldini, vuole un giornale che rispecchi maggiormente la sua linea politica.
No, è colpa di un complotto massonico/dalemiano/dagospiano/democratico.

8 giugno 2011

Reagan su l'Unità??? Che macellu poro Gramsci

E' da un bel po' che si ha molto l'impressione che l'Unità, già quotidiano fondato da Antonio Gramsci, sotto la direzione di Concita De Gregorio non c'abbia per niente le idee chiare su ciò che è o dovrebbe essere.
Formato da free-press, e articoletti di poche battute senza un briciolo di approfondimento. Cronaca politica superficiale (anzi che almeno non più faziosa e schierata come ai tempi di Veltroni/primo Franceschini), assenza di buoni articoli di fondo, pagine infarcite di una miriade di pensierini di commentatori sparsi (momenti anche 'sto blog ci sarebbe al livello di poterci scrivere). Praticamente hanno eliminato anche la pagina sportiva (ahia). Linea politica e stile da scuola superiore. Prezzo di vendita arrivato a € 1,20, numero di copie vendute in calo costante, però tutti a dire come è brava e bella Concita e quanti fan ha l'Unità su Facebook (salvo avere un sito internet caotico, riempito di amenità, notizie vecchie, articoli a metà e pseudo blog).

Oggi s'è raggiunta una nuova vetta, sulla Striscia Rossa odierna je è passato per la testa di pubblicare una perla anticomunista di Reagan:
"Qualcuno mi ha spiegato la differenza tra democrazia e democrazia popolare. È la stessa differenza che passa tra una camicia e una camicia di forza.
Ronald Reagan"
Ronald Reagan. Ma se lo ricordano a l'Unità chi era Ronald Reagan? L'idolo dei neo-con di tutto il mondo, quello dell'Impero del Male riferito all'URSS, l'anticomunista da macchietta, l'iperliberista, l'invasore di Grenada e Nicaragua...
Fatto salvo per Staino e Maramotti, c'è ben poco da salvare ormai de l'Unità.

12 aprile 2011

Cosmonauti (per la pace la libertà il progresso il Comunismo avanza vittorioso)

"Grazie alla scienza sovietica l'umanità conquista il cosmo"

Sul finire della giornata, non possiamo essere da meno di Rifondazione & company, quindi il pensiero non può non correre al compagno Yuri Gagarin, cosmonauta e cittadino sovietico, 50 anni fa primo uomo nello spazio.
Beh!
Si cercava un qualche manifesto specifico, ci si accontenti de l'Unità e di quello per l'anniversario della Rivoluzione d'Ottobre del 1961.

23 febbraio 2011

Bei tempi (cattiverie gratuite contro Veltroni)

Nell'ormai lontano 1994, già Berlusconi era al governo, ma ancora non si aveva un'idea precisa di ciò che sarebbe stato, il PDS aveva una bella falce e martello nel simbolo, e soprattutto Veltroni e Sansonetti, rispettivamente direttore e vice de l'Unità, si limitavano a far uscire in allegato al quotidiano libriccini con storie di fantasmi.
Bei tempi!
[ah, non c'era manco Concita De Gregorio!]

12 febbraio 2009

85 anni de l'Unità

Il 12 febbraio del 1924, 85 anni fa, Antonio Gramsci fondava l'Unità.
Auguri quindi al quotidiano storico della sinistra italiana, che nonostante questi 85 anni passati tra dittature, speranze, fallimenti e attuali piddiosaggine e scomodi formati tabloid non ha mancato mai di far sentire la sua voce per la libertà, la pace, l'uguaglianza e la giustizia. E che possa continuare a farla sentire ancora a lungo.

E per l'occasione, un paio di pensieri gramsciani sull'impegno.

"Si osserva da alcuni con compiacimento, da altri con sfiducia e pessimismo, che il popolo italiano è «individualista»: alcuni dicono «dannosamente», altri «fortunatamente». Questo «individualismo», per essere valutato esattamente, dovrebbe essere analizzato, poiché esistono forme diverse di «individualismo», più progressive, meno progressive, corrispondenti a diversi tipi di civiltà e di vita culturale. Individualismo arretrato, corrispondente a una forma di «apoliticismo» che corrisponde oggi all’antico «anazionalismo»: si diceva una volta «Venga Francia, venga Spagna, purché se magna», come oggi si è indifferenti alla vita statale, alla vita politica dei partiti.

Ma questo «individualismo» è proprio tale? Non partecipare attivamente alla vita collettiva, cioè alla vita statale (e ciò significa solo non partecipare a questa vita attraverso l’adesione ai partiti politici «regolari») significa forse non essere «partigiani», non appartenere a nessun gruppo costituito? Significa lo «splendido isolamento» del singolo individuo, che conta solo su se stesso per creare la sua vita economica e morale? Niente affatto. Significa che al partito politico e al sindacato economico «moderni», come cioè sono stati elaborati dallo sviluppo delle forze produttive più progressive, si «preferiscono» forme organizzative di altro tipo, e precisamente del tipo «malavita», quindi le cricche, le camorre, le mafie, sia popolari, sia legate alle classi alte."

"Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l’attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti."



26 agosto 2008

Per Concita De Gregorio

Alla guida de l'Unità, giornale fondato ad Antonio Gramsci, è ieri arrivata Concita De Gregorio.
Sebbene il cambio di direzione non sia stato del tutto chiaro e comprensibile, si ha molta fiducia in lei, alla guida del più importante giornale della sinistra italiana, in un momento appunto in cui di sinistra c'è ben poco nel Paese.
Se c'è un augurio che si può fare, è che l'Unità possa continuare a essere e accentui il ruolo di punto di confronto e di elaborazione di tutto il pensiero progressista italiano.

Detto ciò, riporto un paragrafo che ho apprezzato particolarmente del primo editoriale del nuovo direttore.

"Non è irrimediabile, però. È venuto il momento di restituire ciò che ci è stato dato. Prima di tutto la mia generazione, che è stata l’ultima di un tempo che aveva un futuro e la prima di quello che non ne ha più.
Torniamo a casa, torniamo a scuola, torniamo in battaglia: coltivare i pomodori dietro casa non è una buona idea, metterci la musica in cuffia è un esilio in patria. Lamentarsi che “tanto, ormai” è un inganno e un rifugio, una resa che pagheranno i bambini di dieci anni, regalargli per Natale la
playstation non è l’alternativa a una speranza.
“Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza”, diceva l’uomo che ha fondato questo giornale. Leggete, pensate, imparate, capite e la vita sarà vostra. Nelle vostre mani il destino. 

Sarete voi la giustizia. Ricominciamo da qui. Prendiamo in mano il testimone dei padri e portiamolo, navigando nella complessità di questo tempo, nelle mani dei figli. Nulla avrà senso se non potremo dirci di averci provato."

Saremo noi la Giustizia.

23 aprile 2008

Sulla homepage de l'Unità!

Dopo le lettere, adesso vengo riprodotto in foto sulla homepage de l'Unità!
Sono il ragazzo sulla destra, fazzoletto al collo e bandiera diessina in mano, Roma 25 aprile 2005...
Uh che gusto.
[per la cronaca, qui altre foto della giornata]

17 luglio 2007

Furio Colombo??

Grande è la confusione sotto il cielo!
Secondo quanto leggo sul giornale dei lavoratori, del popolo e della pace anche il suo ex direttore Furio Colombo sarebbe in lizza per le primarie del Pd, oltre a Veltroni e Rosy Bindi. Sarebbe perlomeno una notizia interessante. Si aspettano conferme definitive prima di commentare (per evitare il bis del secondo topic del forum, nel quale -sempre traendo le fonti da l'Unità-, si annunciava la candidatura alla segreteria dei Ds di Alberto Nigra).

25 giugno 2007

Si diventa famosi

Tornato finalemente a Terni, consultando all'emeroteca l'Unità, ho scoperto che venerdì 8 giugno la mia mail venne pubblicata! (quasi perfettamente, e giusto con alla fine un "Nicola Zingarelli, Perugia"; mmh).
Nicola Zingarelli sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci, giornale della verità, della pace, del popolo e dei lavoratori!

12 febbraio 2007

L'Unità

Il 12 febbraio 1924 a opera del compagno Antonio Gramsci usciva il primo numero de l'Unità, il quotidiano della pace e dei lavoratori (e aggiungerei pure della Verità, se me lo permettete!).