21 febbraio 2007

Va' copio paro paro dall'Unità

Duri e Puri


Abile mossa di due "duri e puri" al Senato. Hanno chiesto il "più uno" alla politica estera dell'Italia e non l'hanno ottenuto. Hanno considerato le scelte di Massimo D'Alema non sufficienti a colmare le loro grandiose aspettative. E così hanno determinato l'eclatante bocciatura. Ridda di voci e supposizioni. Tutti gli italiani, di destra e di sinistra, si chiedono "E ora?"

Ora certo le cose cambieranno come volevano i due "duri e puri". Con il loro decisivo voto otterranno senza fallo l'abolizione del raddoppio della base di Vicenza, magari attraverso un governo dalle molto larghe intese, oppure con nuove elezioni capaci di premiare il Grande Ritorno del Cavaliere.

Magari ci sarà così anche il ritiro delle nostre truppe dal Libano e la fine d'ogni speranza di pace in quell'angolo martoriato del mondo. E invece, magari, il nuovo governo, essendo rafforzato dagli appoggi moderati, raddoppierà le truppe in Afghanistan. I rapporti con Bush torneranno al sereno, Bel colpo, compagni. Ma potete immaginare le facce gongolanti
in tanti sedi politiche e redazioni di giornali del Paese? Soprattutto laddove la parola d'ordine era: liberare il governo dalle scorie di troppa sinistra.

Il problema è che quando da buoni rivoluzionari si chiede il "più uno" spesso e volentieri si ottiene il meno dieci,
ovverosia il patatrac. Dopodiché, come diceva mia nonna, è inutile piangere sul latte versato.

http://www.ugolini.blogspot.com/

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