12 marzo 2013

Profili papali

Dopo le settimane in cui il Collegio Cardinalizio ha lavorato per individuare il profilo del nuovo Pontefice, cominciamo anche noi a scoprire le nostre carte (con discrezione, per non bruciarci).
Ed è il momento di proclamarlo con forza, che se non ancora quello di Milingo, è giunto ormai il tempo per un Papa coi baffi!


Ringraziasi, per l'immagine, il sempre ottimo Davide La Rosa e Vanessa Cardinali, nelle edicole con le Suore Ninja!

11 marzo 2013

Ora di rispolverare il sovversivismo delle classi dirigenti...

Tra l'"occupazione" del Tribunale di Milano da parte del PDL, la quotidiana prassi di Grillo, adesso pure 'ste alzate d'ingegno del Ministero degli Esteri, che si mettono, ora, a creare il caso con l'India (ah i tempi di Attilio Regolo...), è ora di rispolverare, che va di moda, il sovversivismo delle classi dirigenti.

10 marzo 2013

La morte di Hugo Chavez

Onore alla memoria di Hugo Chavez.
Privo di senso cercare di inquadrarlo, in un senso o nell'altro, nelle categorie politiche occidentali.
Ma quello che è certo, un uomo che la sua parte l'ha fatta, e ha lasciato un segno.

8 marzo 2013

Addio a Damiano Damiani

- Di', Chuncho, hai mai preso un treno in vita tua?
- Tredici, o unidico, non recuerdo.
- No, dico come viaggiatore.
- Viaggiatore? No, mai.
- Vedrai che è molto più comodo.
- Ni
ño, se andiamo a Estados Unidos non è pericoloso per te? Hai detto c'era una taglia sulla tua testa.
- No, era solo un trucchetto per convincerti a farmi entrare nella banda.
- Ah, e, le manette?
- Le presi a un soldato morto.
- Ah... E come sapevi che avrei assaltato il treno?
- Dovevo unirmi ai ribelli per arrivare al generale, era quindici giorni, andavo su e giù nei treni che portano armi.
- E hai incontrato me.
- Eh già.
- Ni
ño, tu es intelligente, preciso, non sbagli mai eh.
- Me lo dici dopo saliamo.
- E con me sei stato un amico, siempre.
- Il treno parte, andiamo. 
- E' la verità.
- Ahahah.
- Ma io ti devo ammazzare.
- Ehi, ma come ricominci?
- No Ni
ño, sto per finire.
- Ma quanto sei stupido, io ti ho arricchito Chuncho, perché vuoi ammazzarmi?
- Nada. Ti devo ammazzare, devo farlo!
- Ma dimmi perché!
- Quién sabe!
- Perché vuoi ammazzarmi?
- Quién sabe!
- Ma come chi lo sa, lo sai il perché, lo dovrai sapere no?
- Io lo so il porque, io so che tengo de matarte!
- Aspetta dimmi perché!
- Tè tè tè!
Ahahahahahahahah! Torna a los Estados Unidos!
E tu non comprarti pane con este dinero! Hombre, compra dinamiteee!!!

Quién sabe - Una pallottola per il Generale.

 

Addio Damiano Damiani.

7 marzo 2013

Cordoglio per la morte di Valentino Paparelli

Profondo cordoglio per la notizia della morte di Valentino Paparelli, studioso di musica e cultura popolare, amante della montagna, compagno, e l'enorme rimpianto di non avere avuto modo di conoscerlo più approfonditamente.
Una parte non irrilevante dei miei interessi e della mia formazione posso dire di doverla a lui e al suo tramite.

6 marzo 2013

Gli otto punti di Bersani

Gli otto punti proposti da Bersani stamane come programma di un governo di scopo, sui quali ricercare in Parlamento i voti del M5S, sono perlopiù largamente condivisibili, ed erano l'unica cosa da fare (a partire ad esempio dal primo, che si ripropone la rinegoziazione del patto di stabilità a livello europeo; poi, a vedere un attimo, ci si ricorda che sul punto il PD in campagna elettorale diceva praticamente il contrario...). Ed è anche un peccato che il tentativo cadrà probabilmente nel vuoto, e probabilmente nulla di tutto ciò sarà realizzabile.
Ecco, se magari fossero stati proposti in campagna elettorale, come assi portanti del programma della coalizione di centrosinistra...

2 marzo 2013

Se ci fosse stato Renzi?

Tra le cose più irritanti del post-voto, come se non stessimo abbastanza nella merda dal dovere perdere tempo con 'ste sciocchezze, c'è quella, ampiamente ripetuta, del "se ci fosse stato Renzi era un'altra storia".
Il problema non si pone.
In primo luogo, è sciocco e aleatorio un esercizio di ricostruzione ex post, specie alla luce dai diversi elementi che, avvenuti dopo la fine delle primarie, hanno cambiato sensibilmente il contesto politico nel quale siamo andati al voto.
In secondo luogo, poco da recriminare: il candidato premier del centrosinistra è stato scelto democraticamente attraverso le primarie, e Renzi le primarie le ha ampiamente perse (pur potendo contare sull'aiuto esterno di un'ampia fascia di elettori non di centrosinistra).
In terzo luogo, se anche ci fosse stato Renzi, e in ipotesi avesse vinto le elezioni, poco mi sarebbe cambiato. Non lo avrei mai votato, e oggi starei senza dubbio alla sua opposizione. E pace.

1 marzo 2013

Meanwhile in Italy...

Mentre siamo tutti così impegnati a continuare a cazzeggiare, i dati economici generali Istat del 2012
PIL -2,4%
consumi -3,9%
rapporto deficit/pil 3%
debito pubblico 127%
pressione fiscale 44%
disoccupazione 11,7%
Scusate l'interruzione, prego ricominciamo pure.

Tocca farsi forza! 3 motivi

In momenti politicamente duri come questi, ci si solleva con tre cose: il gustarsi le esternazioni e le giravolte di Marione Adinolfi, la lettura del blog Una Birra Al Giorno (che entra ormai di diritto nella classifica dei top blog), e lo sperare che, almeno per un po', quelli di Casa Pound se ne staranno un po' più zitti, dopo un risultato elettorale insulso che li ha visti, tra neofascisti, surclassati anche da Forza Nuova.

Grillini dell'ultima ora

Sempre e convintamente avuto profonda distanza politica e idiosincrasia personale per il M5S e Grillo come persona, dai tempi non sospetti del V Day.
Ma ancora più urto mi danno i tanti, secondo il deteriore costume italiano, grillini dell'ultima ora, accodatisi -per carità, anche in buona fede- sul carro che si profilava vincitore, e la loro prosopopea e fanatismo dei neofiti.

28 febbraio 2013

Clown e senilità...

Nell'ultimo periodo, anno e mezzo buono, spesso e volentieri non sono stato politicamente d'accordo con le scelte fatte da Napolitano. Ma mo' il sospetto della senilità si insinua tutto, dopo la scenata sulle dichiarazioni del leader socialdemocratico Steinbrueck (uno di noi!).
Al di là della piena condivisibilità nel merito del giudizio, mo' ci appelliamo a una presunta dignità italiana ferita, e definiamo inappropriate e offensive le parole usate da Steinbrueck verso Berlusconi e Grillo? Berlusconi e Grillo? Quello del, tra le tante, "culona inchiavabile", e l'altro che dell'insulto (ripetutamente anche verso Napolitano) ha fatto precisa strategia politica?

Elezioni 2013: analisi globale del voto

Il pessimo esito generale del voto, purtroppo, non è stato particolarmente sorprendente e inaspettato. Coi numeri che giravano, e il sistema elettorale vigente, si sapeva che sarebbe stato estremamente difficile per il centrosinistra (e a maggior ragione per un altro partito) avere una maggioranza al Senato.
Altrettanto, certo non stupisce il 25% di Grillo e del M5S: senza stare a entrare qui sul perché e le cause, era assolutamente nell'aria, è riuscito a massimizzare i voti raggiungibili al momento, e nelle ultime settimane di campagna elettorale è riuscito ampiamente a concentrare su di sé l'attenzione generale. Era l'unico attorno al quale si respirava tangibilmente entusiasmo, e ciò gli ha permesso di fare il botto, conquistando la larga parte degli incerti e delusi.
Inaspettata invece, senza dubbio, la forte tenuta del centrodestra. Un po' che anch'io l'ho sottovalutato, un po' di riflesso per il mediocre risultato del centrosinistra. Perché, siamo chiari, in termini assoluti il centrodestra e Berlusconi, in specie la diretta emanazione del PDL, hanno avuto un risultato disastroso, ma che accanto al risultato del centrosinistra, che è riuscito a sopravanzarlo solo di qualche decina di migliaia di voti, fa assolutamente figura. Di sicuro pare avere pagato la scelta di presentarsi al voto con una pletora di liste minori, a partire da Fratelli d'Italia, che ha permesso a Berlusconi di recuperare, punticino su punticino, un bel po' di elettori che probabilmente, a lui direttamente e al PDL, non l'avrebbero rivotato.
Il dato di queste elezioni che stupisce di più è però il bassissimo risultato elettorale del Partito Democratico. Cinque punti percentuali, 1 milione e  mezzo di elettori almeno, rispetto a quanto ci si aspettasse. Tanto da permettere di replicare l'incubo del 2006, rendendo realmente contendibile al PDL, di pochissimi voti, la Camera dei Deputati, dove chiunque di sarebbe aspettato che non ci sarebbe stata storia. Perché? Senza stare a scomodare il passato prossimo (che un suo peso comunque immancabilmente ce l'ha), la spesso opaca prestazione del PD nella sua opposizione al Governo Berlusconi, nonché la scelta del pieno sostegno al Governo Monti, il PD ha pagato in pieno l'assoluta pochezza (o l'incapacità nel farla) della sua campagna elettorale. Non è riuscito in alcun modo a imporre l'agenda del dibattito pubblico, a far veicolare le proprie proposte, né, tantomeno, quelle fantomatiche della coalizione; sui mezzi di informazione, gli unici messaggi che riusciva a trasmettere erano, al netto delle battute idiote sui giaguari, o appelli in nome dell'antiberlusconismo, o il traccheggiare autolesionista dell'accordo con Monti sì/accordo con Monti no. E infine. Dopo le primarie, dalle quali aveva tratto indubbia forze e popolarità, il PD si è ampiamente adagiato sugli allori, dando assurdamente per sicura la vittoria. E Bersani una brava persona, buon segretario di partito, e persona seria e competente. Ma probabilmente non adatta al ruolo al quale si era candidato (e mi sa che lui stesso, qualche anno fa, fosse dell'avviso).
Come SEL siamo andati male oggettivamente, un 3,1% significa non contare nulla, o quasi, nella società italiana. Di errori ne abbiamo fatti molti nell'ultimo anno, e il risultato elettorale ne è il frutto; quantomeno, possiamo dire che comunque la nostra parte in campagna elettorale comunque l'abbiamo fatta, e schiacciati com'eravamo in un'alleanza con un PD che sotto molti aspetti ci ha penalizzato, purtroppo difficilmente si poteva fare di meglio.
Ci sarebbe da aprire il capitolo della fortissima crisi generale della sinistra italiana nel suo complesso, le cui idealità rischiano ormai di ritrovarsi del tutto aliene nell'Italia di oggi, ma per oggi lasciamo stare.
Infine, tra chi è andato male, ed era prevedibile, e m'ha francamente dato anche soddisfazione per questo.
Anzitutto Monti, e l'UDC di Casini e lu poro Fini. Che sia la volta buona che si capisca quanto vale, realmente, l'area centrista.
Infine Rivoluzione Civile. Spiace dirlo, ma il risultato irrisorio è il giusto premio per un soggetto politico improbabile e raccogliticcio, e per il tenore della loro vergognosa campagna elettorale, fatta esclusivamente, spesso con meschinerie e falsità, contro SEL e PD.

26 febbraio 2013

Macerie fisiche e morali!

Io devo bere un po' di questo amaro calice
Io devo berne molto fino a toccare il fondo
Che, a tutto ciò che è successo in queste elezioni, si è pure aggiunta la febbre alta.

Domani analisi puntuale, comunque niente di particolarmente inaspettato, purtroppo.
Frattanto, sto a cercare di capire se è andata peggio nel 2008 o quest'anno.

25 febbraio 2013

I limiti della campagna elettorale del centrosinistra... (attacchiamo con l'autocritica)

Cominciamo già, ad urne aperte, a fare un po' di autocritica.
Il centrosinistra ha condotto proprio male la propria campagna elettorale in questo mese e mezzo. Senza riuscire mai in alcun momento, pur da teorica vincitrice "in pectore", a imporre l'agenda del dibattito, a fare parlare di sé, se non per lo stucchevole e autolesionista balletto sull'alleanza con Monti, e un antiberlusconismo oggi ampiamente fuori obiettivo. Poi per carità, senza dubbio non era di partenza facile, con un sistema informativo con l'attenzione schiacciata largamente prima ancora su Berlusconi, quindi, specie nelle ultimissime settimane, su Grillo, ma francamente non pare che Bersani e il PD ci si siano messi proprio al massimo, ci sono dei limiti strutturali. Limiti che presenta in modo ancora maggiore SEL, stretta in una posizione difficilissima, che l'ha portata a essere pressoché invisibile nella campagna elettorale, specie quella mediatica. 
Il risultato è palese, la mancanza di un entusiasmo, di un moto collettivo intorno al centrosinistra, che ci porterà, nonostante tutto quanto che è successo in questi ultimi cinque anni, nell'augurabile ipotesi di riuscire a prevalere in queste elezioni, a essere sempre lì al palo come voti, di fatto una minoranza, che forse potrà governare solo grazie a un'improbabile legge elettorale.
Oltre a ciò, c'è stato però un errore di fondo grave, ontologico, del centrosinistra. Che ne ha minato l'efficacia e la credibilità, in campagna elettorale, come nella futuribile esperienza di governo. Il non avere agito in alcun modo come una coalizione. Il non avere un programma comune (al di là delle quattro paginette della Carta di intenti): c'è il programma (en passant, striminzito e vago) del PD, e il programma di SEL (tra l'altro, in diversi punti di difficile convergenza). L'avere fatto campagna elettorale ognuno per contro proprio, con vantaggio modestissimo per il PD, che ha comunque potuto godere della esposizione mediatica di Bersani, e deleterio per SEL (e probabile nocumento generale del centrosinistra nel complesso). "Italia Bene Comune", di fatto, pare essere un contenitore vuoto, in cui s'è scelto di andare ognuno per conto proprio. La ragione di tutto ciò, sinceramente, al di là di tatticismi miopi, non la vedo proprio. E da domani, sperando che vada tutto nel migliore dei modi, lo sconteremo.

24 febbraio 2013

Voto per Sinistra Ecologia Libertà. Non so se avremo altre possibilità.

Quello che fa specie, è l'assoluta irrazionalità con la quale stiamo andando al voto.
Siamo a un momento storico cruciale, tra crisi economica, fiscal compact, l'essere in continuo ostaggio delle oscillazioni dei mercati. Oltre a porre una pesante ipoteca su quelli che potrebbero essere i margini di azione del nuovo governo, rischiamo concretamente di tornare indietro, molto indietro, a partire dall'impoverimento e dello sfascio del sistema sociale.
Le alternative sono due, o un governo con Monti, che non potrà che continuare a perseguire ciecamente la strada che abbiamo imboccato, o un governo di centrosinistra autonomo, che possa essere il più possibile di alternativa. 
Non ci sono altre alternative, che realmente aspirino e possano governare, Berlusconi e Grillo in primis. Semplice semplice.

Ma niente, al contrario, più di metà dell'elettorato 'sto discorso non lo coglierà. Berlusconi. Palesemente e globalmente sputtanato, conclamata incapacità a governare, moralmente indegno, sempre lì da 20 anni e ormai anziano. Ha fatto campagna elettorale solo esclusivamente sulla stronzata della restituzione dell'IMU. Eppure, almeno un 20% di voti ancora li piglierà, a prescindere da tutto. Grillo. Il far passare come causa di ogni male la politica intera, generalizzando senza distinzioni, e una serie di pratiche apertamente totalitarie, dal fanatismo settario, alla pretesa di rappresentare ed essere portatori della verità e del bene comune , cui seguono il rifiuto di ogni confronto e mediazione. Ma niente, farà il botto di voti.
E' scura.
Comunque. Per quanto l'aria sia pesa, si può, anzi si deve, cercare di fare il necessario.

Queste elezioni sono decisive. Serve una decisa svolta rispetto alle politiche portate avanti in questi anni, e per fare ciò serve una sinistra il più possibile forte, in grado di incidere realmente sul futuro governo. Per questo voto convintamente Sinistra Ecologia Libertà. Pienamente consapevole delle grandissime difficoltà cui andremo incontro, ma è una sfida che bisogna necessariamente accettare. Non so se avremo altre possibilità.

La colpa della sinistra italiana in questi anni

La più grande delle colpe della sinistra italiana negli ultimi anni (molto verosimilmente destinata a rimanere dopo il voto ferma alle percentuali di sostanziale irrilevanza di questi 5 anni - così come anche il centrosinistra globalmente inteso, fermo sempre attorno a quel 35-40%, largamente in minoranza pertanto tra la popolazione) è quella di non essere riuscita minimamente a interpretare, e dare un senso sociale, alla profonda rabbia diffusa nel paese. E ora ne pagheremo, meritandole, le conseguenze.

Il "francescanesimo" della campagna di SEL

Complice il clima antipolitico, e la generale moscezza della campagna elettorale, rispetto a passate elezioni sono girati un po' ovunque meno soldi.
E come SEL, c'abbiamo provato un po' a premere su questo tasto, mettendo l'accento sul "francescanesimo" della nostra campagna elettorale, largamente la più povera tra i partiti principali.
Sì, però, vabbe' il francescanesimo, ma sinceramente, con appena 450mila euro concretamente tirati fuori a livello nazionale, ma dove si pensa di potere andare? Che neanche ci sono i soldi per una campagna di affissioni?

Il meglio e il peggio di questa campagna elettorale

Ed è arrivato il giorno delle elezioni, e finalmente è finita questa campagna elettorale.
Pesante, strana, sottotono. Strozzata nei tempi, ma fin troppo lunga.
Sottotono appunto, senza grossi entusiasmi, visibile da molti piccoli aspetti, la pochezza delle iniziative politiche, i molti spazi vuoti sugli spazi dei manifesti elettorali.
Sarà l'inverno... (per la cronaca, 'va, je ce sta bene a Monti e compagnia li casini mo' co' la neve, je ce sta bene!)
Comunque, in sintesi, la cosa meglio e la cosa peggio di questa campagna elettorale.
Il meglio, senza dubbio la prova dei miracoli che Photoshop è riuscito a fare con Giorgia Meloni.
Il peggio, la delusione della scarsa attenzione dedicata globalmente al buon Mario Adinolfi, indimenticato candidato alle primarie del PD veltroniano del 2007, quindi in tempi più recenti renziano convinto (e assertore della certezza dei brogli nel corso del ballottaggio del 2 dicembre), candidato al comune di Roma, e ancora invece montiano agli inizi di gennaio (quasi candidato), che ha concluso la campagna elettorale con l'annuncio del suo voto disgiunto, Monti alla Camera, e Grillo al Senato.

18 febbraio 2013

E ancora su Paglia

Tornando un attimo ancora su Paglia.
Con tutto quello sta uscendo sulla spregiudicata gestione economica della Diocesi di Terni nell'ultimo decennio, ma con che faccia stava lì, ogni tot, a pontificare e ad attaccare la politica ternana, col solito codazzo di gruppi di potere, stampa e politica amica sotto plaudente?

Il colloquio di Brega con Paglia

Eros Brega: "Senti caro, io te devo parla', noi lunedì ci assumiamo la responsabilità di manda' a casa Di Girolamo, come tu sai."
Vincenzo Paglia: "Ma che succede dopo?"
Eros Brega: "Succede che viene il commissario."
Vincenzo Paglia: "Oh, Signore."
Le cose essenzialmente sono due.
Niente di nuovo o che non si sapesse in realtà, ma qui è proprio messo palese per iscritto.
La prima, il legame strettissimo che lega(va?) gli ambienti di potere della Curia di Terni e di Paglia con tutta una serie di referenti politici cittadini (sparsi in molti partiti), e il suo coinvolgimento in queste squallide manovre.
La seconda, la prova provata dell'assoluta scorrettezza politica, slealtà, da parte di Brega, uno dei capofila della corrente centrista del PD umbro, e di tutti quelli schierati con lui, che sono stati disposti e pronti ad attaccare in questo modo quello che sarebbe un loro compagno di partito, Di Girolamo, senza curarsi minimamente di Terni e del suo commissariamento, per ragioni di meri equilibri politici interni.
E se ne sta ancora lì, con tanto di indagini a carico, bello bello, senza che nel PD nessuno gli dica nulla e pretenda le sue dimissioni, accompagnate dall'espulsione.
Vergognoso.